The Brave – Ribelle

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Scozia. La principessa dalla chioma di fuoco Merida, abile arciera e impetuosa adolescente, figlia del Re “Orso” Fergus e della Regina “Perfettina” Elinor, si RIBELLERA’ a quest’ultima quando le impone un fidanzamento in perfetto stile medievale. I pretendenti, i 3 figli dei grandi 3 Lord delle terre scozzesi, non sono esattamente i “Principi Azzurri” che siamo abituati a vedere nelle pellicole Disney, e la disperata ragazza rivoluzionerà la sua “proposta di matrimonio”. Ma ciò causerà vari scontri, tra cui quello con la Regina stessa. Merida, presa da un momento di sconforto adolescenziale, chiederà aiuto ad un’eccentrica vecchia strega, che le concederà una pozione, che risulterà essere non proprio quella che la nostra eroina ha chiesto. La Principessa dovrà far ricorso a tutto il suo coraggio e le sua abilità, e anche ai suoi tre caotici fratellini gemelli, per risolvere tutti i guai che ha combinato e sconfiggere la terribile maledizione.

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Ribelle – The Brave non è il solito film Disney che tratta di Principesse in pericolo, Principi che corrono a salvarle e regine cattive che escogitano di tutto pur di vincere. Possiamo dire che la Pixar ha sconvolto tutti i canoni a cui siamo abituati, e ha fatto bene! La Principessa Merida, che rivendica la propria indipendenza e sceglie di non sottomettersi alla legge del matrimonio combinato, anzi, quando scopre che la regola per i pretendenti è: «chiunque vinca la competizione può chiedere la mano della Principessa»,  ha un’idea rivoluzionaria, parteciperà alla gara, di tiro con l’arco scelta apposta da lei, e la vincerà, chiedendo così la sua stessa mano.  Molto alla Carrie di Sex and the City.
E’ la prima fiaba Disney dichiaratamente femminista. Si è vero, abbiamo già visto Principesse quasi emancipate, che hanno seguito il loro cuore invece che le regole del Padre, Regno o Status Sociale; Jasmine, Pocahontas, Tiana, e la più femminista tra tutte: Mulan, che ha salvato l’intera Cina combattendo travestita da uomo e alla fine, alla faccia della Mezzana, fa innamorare di lei il proprio comandante (Li Shang sposami! Ndr.).

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Ma ora la Pixar non ha solo creato  qualcosa di diverso, ha usato per la prima volta un’Eroina, una donna, anzi delle donne, perché in questo lungometraggio sono le Donne che la fan da padrone. Merida si fa valere nonostante il suo abitino verde e i suoi lunghi ricci color del fuoco che volano al vento, senza ricorrere ai travestimenti, cresce ed impara dai propri errori, e insegna ai suoi genitori, madre soprattutto visto che il film si svolge tutto intorno alla tematica, molto moderna, del rapporto madre/figlia adolescente, la necessità di riscrivere le antiche tradizioni in base al proprio modo di essere.

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Il personaggio della Regina diventa, in mancanza di un vero cattivo, se si esclude l’orso Mor’du che alla fine è un di più, il vero “nemico da sconfiggere”, salvo poi trasformarsi nella creatura da proteggere anche dalla spada dello stesso amato padre. Elinor, la madre, è colei che tiene le redini non solo della sua caotica famiglia, ma del regno intero: rappresenta la diplomazia e la razionalità, è colei che tiene a bada il marito e i Signori del Clan quando questi hanno un momento di epica infantilità. Infatti gli uomini nel film sono immaturi e quasi inutili. E la vera novità nella figura di Merida sta proprio nel fatto che può far a meno dell’Amore. Lei è felice, e realizzata, con la sua libertà, il suo arco, la sua famiglia. D’altronde i suoi pretendenti sono  improponibili, quindi ha ragione a ribellarsi.

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Insomma The Brave, come ogni film Pixar, non delude. E’ divertente, esilarante (i tre gemellini, il Re e i vari clan ti strappano delle sane risate), pieno di buoni sentimenti che fanno uscire la lacrimuccia. E poi la grafica è eccellente, in ogni film si supera sempre di più: i paesaggi, le movenze e l’espressività dei personaggi lasciano senza fiato. Per non parlare della capigliatura di Merida, che ad ogni inquadratura ti fa pensare: «Che shampoo usa? Perché non sono riccia e rossa? Perché il vento non rende anche i miei capelli così belli?». Poi nota di merito va alla colonna sonora. Per la prima volta in un film Pixar non troviamo Randy Newman o Michael Giacchino, al loro posto troviamo lo scozzese Patrick Doyle  (Thor e L’alba del Pianeta delle Scimmie), che ci regala un evocativa colonna sonora arricchita da tre brani cantati, due dei quali nella versione orginale,  Touch the Sky (il cielo toccherò)  e Into the Open Air (Tra vento e aria), dalla cantante scozzese Julie Fowlis, mentre nella versione italiana sono cantate da Noemi.

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Quindi per concludere The Brave-Ribelle è un altro sogno regalatoci dalla Disney…Pixar!|

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