Stephen Chbosky – Ragazzo da parete

 

Titolo originale: The Perks of Being a Wallflower

Traduzione a cura di Chiara Brovelli

Frassinelli – Collana Strade

1ª ed. originale: 1999

1ª ed. italiana: 2006

€ 16,00

pp. 271

ISBN: 8876849033

“Caro amico, ho deciso di scriverti perché le ho sentito dire che sei uno che ascolta e che capisce, e perché non hai cercato di portarti a letto quella persona, alla festa, anche se avresti potuto. Ti prego non cercare di scoprire chi è lei perché poi arriveresti a me, e io non voglio. Userò dei nomi diversi o generici, per non farti capire chi sono. E’ per questo motivo che non ho incluso un indirizzo a cui rispondere.”

E’ così che comincia il primo romanzo epistolare dello scrittore, editor, sceneggiatore e regista Stephen Chbosky (Pittsburgh,1970). Alla sola età di 23 anni, nel 1995, ha scritto e diretto il suo primo lungometraggio, The Four Corners of Nowhere, presentato in concorso al Sundance e rimasto inedito in Italia, e nel 1999 ha pubblicato The Perks of Being a Wallflower grazie al quale ha raggiunto la propria notorietà. A questo successo segue poi la sceneggiatura di importanti progetti televisivi e cinematografici come quella del film Rent e della serie televisiva Jericho della quale è co-ideatore.

Pittsburgh, Agosto 1991. Charlie, a primo impatto, sembra il tipico quattordicenne americano, sebbene dentro il suo inconscio nasconda particolari della sua vita che ancora non sono chiari neanche per lui. L’unica cosa di cui è certo è che sente la mancanza di sua zia Helen, la persona che più amava al mondo, donna dal passato burrascoso, morta prematuramente in un incidente stradale, e di Michael, suo amico e compagno di scuola, suicidatosi nella primavera del medesimo anno in cui la storia viene narrata. Per poter compensare il vuoto che sente dentro sé, decide di scrivere delle lettere rivolgendosi ad un anonimo destinatario – anche se, leggendo poi la parte finale del libro, capirete subito che così anonimo non è – al quale racconta le sue esperienze personali durante il primo anno di liceo: dall’incontro con i fratellastri Sam e Patrick al primo tentativo di relazionarsi sentimentalmente ad una ragazza di nome Mary Elizabeth; dai segreti che mantiene per proteggere sua sorella ai racconti di suo fratello, giocatore di football per la Penn State, al quale viene spesso paragonato dai parenti; dal suo impegno nella redazione della fanzine Punk Rocky, che lo porta ad affinare i suoi gusti musicali, alle rappresentazioni del Rocky Horror Picture Show; dalle A in matematica, alla scoperta della passione per la letteratura grazie al suo insegnante Bill, il quale, quasi ogni settimana, gli assegna un libro di cui deve redarre un saggio. Sono questi gli elementi portanti della storia, conditi dal tema dell’omosessualità, del sesso, della droga e della morte, affrontati con la giusta delicatezza e talvolta con un pizzico di ironia.

“Giro per i corridoi della scuola e osservo la gente. Guardo gli insegnanti, e mi chiedo perchè sono qui. E se sono contenti del loro lavoro. O di noi alunni. chissà se erano svegli, quando avevano quindici anni. E la mia non è cattiveria. Solo curiosità. E’ un po’ come osservare gli studenti e domandarsi, quel giorno in particolare, chi di loro ha avuto il cuore spezzato; e come fa la persona in questione a sostenere anche tre interrogazioni e a scrivere un saggio su un libro.”

Lo stile di Chbosky è scorrevole e magnetico. I periodi sono brevi e la loro semplicità induce il pubblico ad una lettura leggera e continua. La storia è spesso costituita da flashback rivolti al passato e da flussi di coscienza, sopratutto quando l’autore vuole mettere in risalto la confusione psicologica ed emotiva del protagonista principale. Consigliato non solo ai ragazzi in piena adolescenza ma anche ai giovani che stanno iniziando a percorrere la strada per l’età adulta, i quali potrebbero rivedere in Charlie un accennato ritratto del proprio io di dieci anni prima, quando la mente vagava (più del solito) nel vuoto e nascondeva i propri dubbi con le note dei video passati su quella rete televisiva che un tempo era MTV, la quale a stento oggi riconosciamo.

Curiosità: Dal libro è stato poi realizzato un film – il quale nel nostro Paese ha preso il nome di Noi siamo infinito (cosa che a parer mio può confondere, visto che si poteva lasciare il titolo utilizzato nella stampa del romanzo tradotto in italiano) – sempre curato da Chbosky, prodotto dalla Mr. Mudd Productions e che verrà distribuito dalla Summit nelle sale americane a partire da settembre, mentre in Italia approderà in ottobre. Il cast è composto da attori noti, sopratutto per i più giovani: Charlie viene interpretato da Logan Lerman (Percy Jackson, per intenderci), Sam da Emma Watson,  Ezra Miller veste i panni di Patrick, Nina Dobrev (The Vampire Diaries) è la sorella di Charlie, mentre per Mary Elizabeth e Bill troviamo rispettivamente Mae Whitman (Scott Pilgrim vs. the World e Parenthood) e Paul Rudd.

Qui potrete dare un’occhiata al trailer:

P.S. Durante la lettura troverete un enorme richiamo agli Smiths (specialmente con Asleep, brano nominato ripetutamente in tutto il testo) che sembrano essere il gruppo preferito di Charlie. E se avete già letto il libro, poi provate a rileggerlo in toto o solo nelle vostre parti preferite con le canzoni citate in sottofondo. Sembrerà quasi di stare con lui nel salotto di casa sua (con genitori e sorella annessi), nella sua cameretta, al liceo o al Big Boy con Sam e Patrick. Forse così riusciremo a farlo sentire meno solo.

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