Babel e Lonerism

E’ da un po’ di tempo che non scriviamo da queste parti. Un po’ per impegni universitari, un po’ per impegni lavorativi, un po’ per poco materiale e poca ispirazione.
L’autunno fortunatamente porta sempre con sé delle novità, a partire dagli album che molti artisti ci propongono.

Con questo post, volevo parlarvi a proposito di due album che negli ultimi giorni mi hanno profondamente colpita e mi piacerebbe diffondere.

Mumford and Sons – Babel


I Mumford and Sons, noti in Italia sopratutto per il loro primo album, Sigh No More, ritornano a livello internazionale con Babel: sin dal primo ascolto, catturano gli ascoltatori e li rendono partecipi di quei tipici ritmi da musica indie folk rock che li caratterizzano, riuscendo a far avvicinare anche coloro che di solito sono meno predisposti a questo genere musicale. Il ritmo incalzante di Babel – canzone che apre e dà il titolo al loro secondo lavoro – vi porterà direttamente al singolo che ha preceduto la pubblicazione dell’album, I Will Wait, e poi a Lover Of The Light, Hopeless Wanderer e For Those Below. Si tratta di un insieme di brani che per la maggior parte la giovane band londinese aveva già portato nei propri live negli ultimi due anni, e necessitavano di essere rivisitati e migliorati, prima di poter essere registrati in studio. Se possibile ascoltate la versione deluxe dell’album che contiene anche una cover di The Boxer, originariamente interpretata da Simon & Garfunkel. Unica pecca? Il fatto che non sia stata inserita anche The Enemy, singolo e colonna sonora del film prodotto dalla Film4, Wuthering Heights.

Tame Impala – Lonerism

La band australiana è appena tornata con il suo secondo lavoro (il primo era Innerspeaker, pubblicato nel 2010), che era stato già anticipato la scorsa estate dal singolo Apocalypse Dreams, il quale, per un po’ di tempo, poteva essere scaricato gratuitamente dal loro sito ufficiale. Ciò che Parker, leader della band, crea nella sua cameretta a Perth, non fa che riportare alla mente le atmosfere create dal rock psichedelico degli anni ’60 e ’70, e sopratutto la voce di un indimenticabile John Lennon, a cui spesso viene paragonato per la sua timbrica, incredibilmente simile a quella dell’ex-leader dei Beatles.
Tra i migliori pezzi dell’album vanno menzionati Elephant, secondo singolo estratto dall’album, Why Won’t They Talk To Me? e Sun’s Coming Up, sorta di ballad che chiude in bellezza Lonerism.

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