Al cinema: Shame.

L’ultimo film della coppia Steve McQueenMichael Fassbender (già insieme nel 2008 per Hunger) è diventato una chiacchiera mediatica fin dalla prima presentazione al Festival di Venezia, mesi prima dall’uscita ufficiale nei (pochi) cinema. E sembra che lo sia diventato sopratutto e solo per una “caratteristica fisica” dell’attore protagonista; perfino George Clooney ha apprezzato con una battuta, forse con un po’ di coda di paglia, per aver vinto il Golden Globe al posto del favorito Fassbender.
Ma non fatevi ingannare dalle voci e dal rating del film – vietato ai minori di 14 anni in Italia, addiritura classificato NC-17 negli USA. Shame non è un porno o solo un film erotico, come molti credono, ma è semplicemente un film che racconta una realtà, che magari viene nascosta e di cui non si parla, ma è pur sempre una realtà. Uomini come Brandon, il nostro protagonista, esistono e probabilmente si nascondono. Shame vi farà ridere non proprio di cuore, ma sarà più una risata amara per quanto la storia del protagonista sia triste. E, grazie anche ad una colonna sonora importante, vi farà commuovere, piangere, arrabbiare, emozionare…
(Per i più curiosi, lo so che aspettate il famoso “terzo protagonista”… E’ nei primi 5 minuti in bella vista, quindi da lì in poi potrete veramente focalizzarvi sul film senza distrazioni. Più o meno.)

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Telefilm da tenere d’occhio: American Horror Story

La Fox, nel 2011, ancora una volta, si è affidata a Ryan Murphy e al suo socio più fidato, Brad Falchuk, per sfornare una nuova serie televisiva: American Horror Story. L’ho vista tutta, dalla prima all’ultima puntata e, a parer mio, non è la solita serie televisiva americana. In molti si sbagliano a pensare che loro possano realizzare soltanto telefilm per un pubblico giovane come Glee (e ci tengo a citare tra le opere murphiniane anche Popular, un’altra perla televisiva che, quasi sicuramente, chi ha dai 19 anni in su conosce abbastanza bene). Questa nuova creatura mandata in onda su FX ne è la prova. Ritengo però che ci sia anche da sottolineare un altro particolare: in pochi sanno che, questi due sceneggiatori e produttori esecutivi, stavano anche dietro un’altra famosa “macchina spara-soldi”: Nip and Tuck.

La prima stagione di American Horror Story racconta le vicende della famiglia Harmon. I due coniugi Vivien (Connie Britton) e Ben (Dylan McDermott), a seguito del tradimento di quest’ultimo, decidono di cambiare città insieme alla loro figlia Violet (Taissa Farmiga) e da Boston partono per Los Angeles. Una volta arrivati, un’agente immobiliare propone loro una casa a buon mercato che era stata restaurata dai precedenti inquilini, una coppia omosessuale deceduta in questa stessa abitazione a causa di un omicidio/suicidio. La famiglia, rimasta affascinata dallo stile della casa e desiderosa di ritornare unita, accetta immediatamente l’offerta.

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Film in lingua originale: Killing Bono.

Diretto da Nick Hamm nell’Irlanda del Nord, Killing Bono è una piacevole commedia del 2011 che prende spunto da una storia vera e raccontata da Neil McCormick nel suo libro Killing Bono: I Was Bono’s Doppelgänger.
Non si sa ancora se il film verrà distribuito in Italia, ma è stato presentato al Taormina film festival 2011 da uno dei due attori protagonisti, Robert Sheehan.
Killing Bono racconta la storia della nascita degli U2 e del gruppo che avrebbe voluto superarli in fama e grandezza, gli Shook Up.

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American Indie Movies On the Road: Little Miss Sunshine, The Go-Getter, Sideways.

Ciascuno di noi, nella propria vita, spesso si affida al viaggio per trovare la risposta ad una domanda che lo sta trattenendo, infastidendo, distruggendo. Il viaggio, in sé, è un’esperienza che viene fatta perché si ha voglia di un cambiamento, di un rinvigorimento, di un assaggio di una realtà paesaggistica e pensante diversa da quella che si vive nella quotidianità. Talvolta è la soluzione per lasciarsi andare, per poter vivere la normalità con qualche consapevolezza in più, per poter ricredere nella vita e nelle piccole cose.

E’ questo che i personaggi dei film indipendenti di cui andrò a parlare vogliono farci capire.  Sono delle pellicole dal gusto retrò, composte da pochi elementi, bravi attori e curiose avventure da raccontare. Hanno avuto, inoltre, il potere di lanciare o confermare attori oggi molto richiesti (Paul Dano, Abigail Breslin, Steve Carell e Zooey Deschanel per menzionarne alcuni).

Se dovessi fare una classifica, partirei innanzitutto col presentarvi Little Miss Sunshine, pellicola vincitrice di numerosi premi internazionali (tra i quali BAFTA Film Awards, Independent Spirit Awards), del 2006, scritta da Michael Arndt e diretta da un magico duo che da sempre collabora nella realizzazione di numerosi video musicali di band note quali Smashing Pumpkins (“Tonight, Tonight”, “1979”, “Perfect” ) e Red Hot Chili Peppers (“Other side”, “Road Trippin’”, “The Zephyr Song”, “Californication”), ossia Jonathan Dayton e Valerie Faris

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Bon Iver, Bon Iver, secondo me.

Il bello di Dicembre è che tutti ci trasformiamo un po’ in Rob di High Fedelity e ci sentiamo legittimati, consciamente o no, a stilare elenchi di tutte le cose che ci hanno circondato durante l’anno: momenti, viaggi, gatti, pettinature, pasti caldi… Insomma, le classifiche del Miglior Qualsiasi Cosa Duemilaeccetera si sprecano, e soprattutto, se si è ossessionati di musica, come Rob, quelle riguardanti i nuovi album. La mania del bilancio compulsivo colpisce web, tv, radio, e immancabilmente, s’insuinua come un tarlo nei nostri cervelli. Così non possiamo fare altro che compilare, anche noi, l’ennesima classifica delle migliori uscite discografiche dell’anno con una solennità tale da far invidiare persino il Padre Eterno.

Quindi, con questa stessa solennità, e tagliando corto, vi dico che per me il Miglior Album 2011 è (rullo di tamburi):

Bon Iver, Bon Iver

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Film in lingua originale: Cherrybomb.

Diretto da Lisa Barros D’Sa, il film è stato girato nel 2009 in Irlanda, per la precisione a Belfast. Cherrybomb non è mai stato distribuito in Italia e ha avuto problemi anche con la distribuzione nei paesi anglofoni per mancanza di una casa di produzione cinematografica. Se la pellicola ha visto la luce del giorno, per la precisione il 23 Agosto del 2010, lo dobbiamo solamente ad una petizione firmata da migliaia di fan dei due attori protagonisti, Rupert Grint e Robert Sheehan.

 

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New Year’s Eve – Capodanno a New York

Non fatevi ingannare dal titolo, non è il solito film cinepanettone delle festività, in realtà non si può neanche paragonare, ma è la nuovissima commedia romantica di Gary Marshall, il famoso papà di Pretty Woman e Valentine’s Day.

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Chiara Moscardelli – Volevo essere una gatta morta

Einaudi – Stile libero Extra
pp. 248
€ 13,50
ISBN 9788806198299

Goffa, spontanea, sempre al verde.
Chiara ha una fede incrollabile nell’amicizia e la più totale incapacità di ideare strategie di conquista.
È tutt’altro che una gatta morta.
Ma in amore, si sa, solo le gatte morte vincono sempre.
Una catena di disavventure buffe e grottesche.
La rivelazione di un innato talento comico.

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