Jon Favreau ci parla di “Iron Man 3,” elogia Joss Whedon per gli Avengers e guida “Revolution.” – Un’intervista da The Hollywood Reporter.

Il produttore-regista ci dà qualche anticipazione sulle scommesse sci-fi sia sul grande che sul piccolo schermo.


In mezzo al trambusto scatenato dall’incasso di The Avengers, che ha raggiunto il miliardo di dollari al box-office, è facile dimenticarsi del fatto che, se non fosse stato per un uomo, il sonoro boom dei supereroi non sarebbe mai accaduto in primo luogo. Ed è ancora più facile farlo, se consideriamo che Jon Favreau, i cui film di Iron Man di mega successo hanno dato l’inizio all’alleanza degli eroi della Marvel del calibro di Hulk, non ha partecipato a molta auto-promozione, nemmeno quando gli è stata data la possibilità.

Tuttavia, ci parlerà in dettaglio dei suoi progetti all’orizzonte.

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Al cinema: Shame.

L’ultimo film della coppia Steve McQueenMichael Fassbender (già insieme nel 2008 per Hunger) è diventato una chiacchiera mediatica fin dalla prima presentazione al Festival di Venezia, mesi prima dall’uscita ufficiale nei (pochi) cinema. E sembra che lo sia diventato sopratutto e solo per una “caratteristica fisica” dell’attore protagonista; perfino George Clooney ha apprezzato con una battuta, forse con un po’ di coda di paglia, per aver vinto il Golden Globe al posto del favorito Fassbender.
Ma non fatevi ingannare dalle voci e dal rating del film – vietato ai minori di 14 anni in Italia, addiritura classificato NC-17 negli USA. Shame non è un porno o solo un film erotico, come molti credono, ma è semplicemente un film che racconta una realtà, che magari viene nascosta e di cui non si parla, ma è pur sempre una realtà. Uomini come Brandon, il nostro protagonista, esistono e probabilmente si nascondono. Shame vi farà ridere non proprio di cuore, ma sarà più una risata amara per quanto la storia del protagonista sia triste. E, grazie anche ad una colonna sonora importante, vi farà commuovere, piangere, arrabbiare, emozionare…
(Per i più curiosi, lo so che aspettate il famoso “terzo protagonista”… E’ nei primi 5 minuti in bella vista, quindi da lì in poi potrete veramente focalizzarvi sul film senza distrazioni. Più o meno.)

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Al cinema. Sherlock Holmes: Gioco di Ombre.

Sherlock Holmes è tornato.
E Guy Ritchie ci è riuscito: ha fatto un secondo film migliore del primo. Pochi sequel possono vantare questa caratteristica. Certo, non è comunque un film perfetto, ma andiamo con ordine. 

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