Settimana a tema: zombie. 28 Giorni Dopo.

Guerriglia urbana, pestaggi, assalti, paura, violenza e rabbia. Queste sono le immagini con cui si apre 28 Giorni Dopo. Forse non a caso, ma andiamo per gradi.

28 Giorni Dopo è un film del 2002, diretto da Danny Boyle (il regista di Trainspotting e Slumdog Millionaire, tra i più popolari) e scritto da Alex Garland. Si potrebbe catalogare come film horror, ma personalmente trovo riduttivo inserirlo in un filone che nasce per spaventare e inquietare, senza considerare sfumature più sottili e profonde. La trama può apparire come una storia già sentita più volte in diversi film, e, ultimamente anche in tv: un gruppo di persone tenta di sopravvivere a un contagio. Un virus si sta propagando, trasformando ogni essere umano in un morto vivente.

I primi minuti del film ci mostrano come il virus si sia propagato: molto semplicemente un gruppo di animalisti s’intrufola nel Cambridge Primate Research Center per liberare delle scimmie impiegate per una serie di esperimenti. Un ricercatore cerca di dissuaderli spiegando loro che le stesse scimmie erano state sottoposte ad alcune somministrazioni di un virus infettivo, un ceppo della rabbia. Incuranti del pericolo, gli attivisti liberano comunque le cavie che, spinte da incontrollabile violenza, si avventano sugli animalisti mordendoli e contagiandoli a loro volta, trasformandoli così, in brevissimo tempo, in zombie.

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