Dark Shadows

Tim Burton ci aveva lasciato con l’amaro in bocca con il suo ultimo lavoro Alice in Wonderland, film poco apprezzato dai suoi fans.
Fuori da ogni logica di mercato, il regista statunitense viene ispirato da una famosa serie made in Usa degli anni 70, ed il succo che ne esce fuori è Dark Shadows.

Dark Shadows è una horror comedy dove l’amore e la morte regnano incontrastati; ambientazioni gotiche, personaggi complessati e macabra ironia sono i leitmotiv di questo lungometraggio.

Nell’anno 1752, Joshua e Naomi Collins, insieme al loro giovane figlio Barnabas, salpano dall’Inghilterra, per costruire le proprie fortune in America. Vent’anni dopo, Barnabas (Johnny Depp) ha il mondo ai suoi piedi: è ricco, potente, intelligente ed un vero playboy, finché non commette il terribile errore di sedurre ed abbandonare la bella Angelique Brouchard (Eva Green), una strega in tutti i sensi. Angelique lo condanna ad una vita da non morto, trasformandolo in vampiro e seppellendolo vivo.
Due secoli più tardi, Barnabas viene liberato involontariamente dalla sua tomba ed emerge nel diversissimo mondo del 1972. Disorientato e sconcertato dal mondo che lo circonda, Barnabas si reca a Collinwood, dove scopre che la sua famiglia, così come la sua adorata tenuta, non se la passa molto bene. Quando tutto sembra andare in malora, l’unica soluzione è riprendere in mano le redini dei Collins e riportarli agli antichi fasti del passato.

Con Dark Shadows, Tim Burton vuole tornare alle origini sotto vari punti di vista, a cominciare dalla storia. Però a differenza dei suoi capolavori (Beatlejuice – spiritello porcello, Edward mani di forbici, Il mistero di Sleepy Hollow), il vero punto di forza di questo blockbuster sta nelle gag tra i vari personaggi, in primis Depp, piuttosto che nella sceneggiatura vera e propria.
Il film, in costante evoluzione, passa dalla commedia al gothic style: la prima impressione è quella di una sperimentazione, e chi altro se non Tim Burton è il miglior candidato per questo tipo di lavoro.
Un ennesimo punto forte della pellicola sta di sicuro nella suddetta atmosfera gotica miscelata con le stramberie degli anni 70 (la scena tra Barnabas e gli hippies è da incorniciare).

Il cast è stellare e domina su tutti l’attrice Eva Green, la quale ruba il trono dell’incompreso a Depp e non fa rimpiangere questa scelta. L’intramontabile Michelle Pfeiffer (Elizabeth Collins Stoddard) colleziona un’interpretazione impeccabile e sembra non invecchiare mai. L’immancabile Helena Bonham Carter veste i panni della Dottoressa Julia Hoffman ed è capace di strappare un sorriso avendo anche una parte marginale. Da non dimenticare il ruolo interpretato dalla giovanissima Chloe Greace Moretz (Carolyn Stoddard) che regala esilaranti gag con il mai domo Johnny Depp.

Nel cameo, inoltre, vanno menzionati: Christopher Lee (il quale aveva interpretato uno dei Dracula più importanti della storia del cinema), Alice Cooper (nel ruolo di sé stesso) e Jonathan Lee Miller (Sick Boy in Trainspotting e protagonista della omonima serie TV Eli Stone).

Insomma, buon sangue non mente.

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