Jon Favreau ci parla di “Iron Man 3,” elogia Joss Whedon per gli Avengers e guida “Revolution.” – Un’intervista da The Hollywood Reporter.

Il produttore-regista ci dà qualche anticipazione sulle scommesse sci-fi sia sul grande che sul piccolo schermo.


In mezzo al trambusto scatenato dall’incasso di The Avengers, che ha raggiunto il miliardo di dollari al box-office, è facile dimenticarsi del fatto che, se non fosse stato per un uomo, il sonoro boom dei supereroi non sarebbe mai accaduto in primo luogo. Ed è ancora più facile farlo, se consideriamo che Jon Favreau, i cui film di Iron Man di mega successo hanno dato l’inizio all’alleanza degli eroi della Marvel del calibro di Hulk, non ha partecipato a molta auto-promozione, nemmeno quando gli è stata data la possibilità.

Tuttavia, ci parlerà in dettaglio dei suoi progetti all’orizzonte.

The Hollywood Reporter ha incontrato Favreau prima della presentazione delle anticipazioni alla NBC, dove ha presentato il pilot da lui diretto di Revolution, il nuovo drama da un’ora, su una società post-apocalittica senza energia. Inoltre ha toccato l’argomento Iron Man 3, che produrrà (alla regia ci sarà Shane Black), e ci ha raccontato qualche nuovo dettaglio sulla terza volta di  Robert Downey Jr. nella sua armatura di metallo.

The Hollywood Reporter:  Dobbiamo congratularci con te per il successo di The Avengers.

Jon Favreau: Sì, vi è piaciuto? È uscito abbastanza bene. Guarda, era qualcosa che avevamo programmato da sempre, e ci avevamo sempre sperato, ma qualsiasi cosa poteva andare storta, e c’è voluto tanto per farle andare per il verso giusto. Innanzitutto, ci voleva Joss, che è riuscito ad unire il tutto – quattro differenti personaggi basati su quattro differenti set di film che condividevano molto timbricamente e qualcosa dal punto di vista del cast, ma lui ha dovuto unire tutte quelle cose insieme e farle funzionare, è un livello molto alto di difficoltà per lui. Ma ci eravamo organizzati un bel po’ in Iron Man 2, e già da Iron Man 1 speravamo si arrivasse a questo. Non penso fosse una realtà se non fino a qualche anno fa, ma lo stavamo decisamente pianificando. Ma ci son volute tantissime persone per passarci bene il testimone, ed ogni regista che è stato coinvolto nel franchise ha fatto la propria parte, ma c’è voluto Joss per firmare veramente l’accordo, e chiaramente ha funzionto, perché il momento sembra continuare.

THR: E così stai producendo Iron Man 3. Le riprese cominceranno a breve. A che punto siete?

Favreau: Già, giù a Wilmington, cominceremo a girare in un paio di settimane. Ne stavo giusto parlando con Shane Black e Downey e guarda, penso siano su una strada davvero intelligente. Dopo gli Avengers, vuoi cominciare con qualcosa di davvero audace ed ispirato, e se hai mai visto Kiss  Kiss, Bang Bang, avrai notato che quando Downey e Shane lavorano insieme, succedono cose interessanti ed inaspettate. Sono felice di vedere che sta prendendo un po’ una piega tonale da The Avengers e sarà qualcosa di completamente diverso ed eccitante e sono felice di farne parte.

THR: Che tipo di piega tonale? Più dark?

Favreau: No, solo un po’ più bizzarra, direi. Shane e Robert hanno decisamente un punto di vista e una presa sul personaggio più originali, e penso che scaveranno più a fondo in quello che spinge Tony Stark a comportarsi come si comporta e giocheranno sulle inaspettate, originali e imprevedibili qualità del personaggio da cui penso che i fan siano attratti.

THR: Sarai coinvolto quotidianamente?

Favreau: Sarò molto coinvolto. Ho già parlato con loro e sento una straordinaria connessione con quel franchise e quel personaggio, e sono molto orgoglioso di vederlo muoversi in una direzione che rinforza quella storia.

THR: E nel fare Revolution, com’è dirigere un pilot invece di un film?

Favreau: I pilot tendono ad avere un tempo maggiore di riprese rispetto ad un episodio, ma è certamente molto meno rispetto ad un film. Ma avevamo una sceneggiatura davvero rigida, e stavo lavorando con produttori come Eric Kripke e J.J. Abrams, che hanno avuto molto a che fare con la TV. Io e J.J. abbiamo da sempre voluto lavorare insieme in TV, quindi ti devi solo preparare un po’ di più. Il processo di casting è pazzesco, specialmente quando hai un sacco di sconosciuti, un sacco di scoperte, e gli show della Bad Robot, di J.J., sono tutti molto determinati dal cast, quindi abbiamo fatto molta attenzione nel trovare la gente giusta per le parti. Quindi tutto ha funzionato veramente bene; sono molto compiaciuto di quanto bene il tutto sia riuscito.

THR: Quanto ti consultava J.J. giorno per giorno?

Favreau: Beh, era decisamente molto coinvolto nello sviluppo della sceneggiatura con Eric, e poi mentre giravamo, lui girava Star Trek, quindi gli inviavamo le riprese giornaliere, comunicavamo con la stessa tecnologia le scene eliminate. Quindi dipendevamo molto dalla tecnologia. Ma lui è molto avanti in questo, e un sacco di roba l’abbiamo fatta online, quindi parlavo al mio Internet attraverso Internet, e con J.J. attraverso le e-mail. Ha una grande società, ho sempre voluto lavorarci, e ha un grande tempismo, quindi mi sentivo davvero accudito.

THR: Com’è questo mondo? E’ post-apocalittico, ma è moderno.

Favreau: Già, in realtà volevamo farlo pieno di speranza, anche se non sembra proprio adatto al distopico mondo in cui le storie post-apocalittiche solitamente sono ambientate. Ma la sensazione è quella che ci fosse un’intera generazione più giovane che è cresciuta senza energia, e che quando la natura reclama ciò che abbiamo costruito – che siano città, vedrete la città di Chicago 15 anni dopo che è stata tutto tranne che abbandonata – vedrete che le piante hanno iniziato a ricrescere sulle cose in modo verde e rigoglioso, e i verdi germogli di una nuova vita che ha sopraffatto la società. Quindi è parecchio interessante, un nuovo punto di vista su di esso che era qualcosa di cui avevamo discusso e che avevamo davvero pianificato.

THR: Quanto sarai coinvolto più avanti durante lo show?

Favreau: Sarò coinvolto. Sarò un produttore nello show, e non appena avrò fatto e sarò fuori di qui, tornerò nella stanza degli sceneggiatori ed Eric starà sfornando storie per la nuova stagione con me e J.J., sperando poi di dirigere o essere coinvolto in qualche modo per gli episodi futuri.

THR: C’è qualcuno degli show di J.J., come Lost, che hai usato come ispirazione?

Favreau: Condivide decisamente un po’ di DNA con Lost e gli altri show della Bad Robot, ma penso che quando Eric si presentò con questa idea, penso che si stesse ispirando a cose come Game Of Thrones, Il Signore Degli Anelli – come ambientare un fantasy con spade e delle società a bassa tecnologia che si prendono a testate, in uno sfondo americano. Quindi anche se l’America è coperta di vegetazione, ha una personalità che non vedrete in quegli show basati in Europa.

(articolo originale)

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