Mirror Mirror delle mie brame!

C’era una volta in un Regno incantato una bellissima principessa, con la pelle bianca come la neve e i capelli neri come la notte, il suo nome era Biancaneve. Purtroppo la dolce principessa, in tenera infanzia, rimase orfana di madre e il suo amato padre, il Re, si risposò con una Regina, tanto bella quanto cattiva. Aihmè, un brutto giorno il Re scomparve, e la perfida moglie assunse il controllo del regno, portandolo in rovina, e imprigionò la bellissima Biancaneve nella torre più alta. Il giorno in cui la principessa compì 18 anni, spinta dalla servitù, uscì di nascosto dal castello per vedere con i propri occhi com’era ridotto il suo povero popolo. Nel cammino incontrò, e conquistò, un affascinante, ricco e non propriamente intelligente Principe che era di passaggio. La dolce Biancaneve gli chiese aiuto per salvare il regno, ma la perfida Regina, che aveva ben altri piani per e con quel giovane Principe, in preda alla gelosia e all’invidia, spedì la ragazza nella vicina foresta, perchè venisse data in pasto alla terribile bestia che da anni terrorizzava il Regno. Biancaneve, creduta morta, trovò ospitalità presso una simpatica banda di sette nanetti ribelli, ma tanto buoni, che la aiutarono a trovare il coraggio di lottare per salvare il suo paese dalla Regina Cattiva. Insieme ai suoi nuovi amici, Biancaneve partì alla riconquista del suo trono, che le spettava di diritto, e del cuore del suo adorato Principe…

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Con ansia  aspettavamo il nuovo film di Tarsem (che nei titoli dei suoi film più recenti ha rinunciato al cognome Singh), e dopo l’epico Immortales, l’onirico The Cell, il bizzarro The Fall, finalmente l’eclettico regista indiano è riuscito a produrre un film con una trama degna di questo nome. Certo, Biancaneve è una storia già bella che pronta, grazie ai Fratelli Grimm, tuttavia, non si presenta solo come una rivisitazione del racconto classico. Il film ha una certa vena rivoluzionistica, che cerca di presentare non solo una Biancaneve molto diversa da come tutti noi siamo stati abituati a vederla (la Disney ci illude! Ndr.), ma anche una matrigna che più che cattiva è meravigliosamente psicopatica e addirittura simpatica, che offre numerosi spunti per una demenzialità costruttivamente mirata alla critica in una società dove l’aspetto, ovviamente, è tutto. La regina fa qualsiasi cosa pur di essere la più bella del reame, eppure non raggiunge mai il suo scopo. Vi chiederete: perché? E’ semplice, e lo sappiamo già tutti, perché la morale di ogni storia che si rispetti vuole che sia la bellezza interiore a contare davvero. Una morale certamente banale, vista e rivista, ma per un’interpretazione brillante come quella di Julia Roberts ne vale senz’altro la pena, soprattutto per la sua capacità di trasformare un personaggio usuale come la Evil Queen, in un’immagine di ironia, pazzia, rabbia e tragicità allo stesso tempo.

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Stupenda è anche l’interpretazione di Lily Collins, la dolcissima e adorabile Biancaneve: l’attrice di certo non compete col talento della Roberts, ma il suo personaggio è comunque all’altezza di ciò che vuole rappresentare, ovvero una principessa che può cavarsela benissimo da sola… o meglio con l’aiuto di sette valorosi compari. I nani sono spettacolari e tutti grandi attori, ma il Principe (Harmie Hammer) qui è un ostacolo invece che il solito salvatore. E’ bello vedere finalmente un film con un messaggio femminista, ma che non viene sbandierato ogni secondo. Biancaneve non diventa una guerriera, anche se sa come usare la spada, non inizia a spaccare teste o ad ammazzare cattivi a destra e a manca: semplicemente riesce a cambiare il suo destino, con coraggio, astuzia e abilità, tanto da rinunciare al consueto assaggio della mela avvelenata.

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Un nota di merito va agli splendidi costumi realizzati dalla costumista premio Oscar (vinto con gli abiti di Dracula di Bram Stoker) giapponese, Eiko Ishioka, purtroppo deceduta il 21 gennaio di quest’anno, all’età di 73 anni, per un tumore al pancreas. Gli abiti, in stile vittoriano e barocco, con gorgiere e gonne ampie (ingombranti per colpa del verdugale) sono perfettamente sontuosi, raffinati e assurdamente colorati, e lasciano senza parole. Bellissimo è l’abito finale di Lily Collins, blu cobalto e con un grande fiocco arancio che domina tutto il retro. Splendide le decorazioni realizzate a mano, in cui abbondano piume bianche di pavone sontuosamente ricamate sul corpetto e sulle maniche dell’abito rosso indossato da Julia Roberts, durante il party di benvenuto al Principe. Non sono da meno le piume bianche e candide che invece decorano il cappello a forma di cigno sfoggiato da Biancaneve durante il gran ballo. L’ Ishioka ha sempre subito il fascino e l’influenza gotica; tra le sue pellicole più famose bisogna ricordare anche The Cell e Immortals, oltre a varie opere teatrali, agli spettacoli del Cirque du Soleil, e alla realizzazione dei costumi per le cerimonie delle Olimpiadi di Beijing. Non per nulla vorrei ricordarvi che l’estro, l’originalità e anche la fantasiosa genialità di Eiko Ishioka, ha ispirato grandi stilisti come Alexander McQueen e Viktor and Rolf.

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Lo scetticismo nei confronti dell’ennesima trasposizione cinematografica di una fiaba è comprensibile, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria invasione di fiabe rivisionate, alterate e imitate. A partire dal primo, fantastico ed inimitabile Shrek; passando per Beastly, che ha di buono solo i costumi; Cappuccetto Rosso Sangue molto simile a Twilight, ma che a differenza di quest’ultimo si riesce a vedere fino alla fine; includendo anche la popolare serie televisiva Once Upon a Time, di cui ho già trattato e sapete già cosa ne penso. Abbiamo anche il criticatissimo Alice in Wonderland del fantastico e visionario Tim Burton. E infine, non possiamo dimenticare che in questo 2012 attendiamo (io no! Ndr) l’uscita di un nuovo film ispirato alla Principessa dalla pelle color porcellana: Biancaneve e il Cacciatore. Insomma, siamo fin troppo abituati a vedere favole e fiabe sui nostri schermi, ma questa Biancaneve vale davvero la pena di vederla.

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Anche voi rimarrete rapiti dalla sequenza finale del film, con un coloratissimo ballo in perfetto stile Bollywood, e con una canzoncina, (cantata dalla Collins in persona) che non uscirà più dalla testa …. I believe, I believe, I believe in love…Love, Love, Loooove!

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