Al Cinema: Magnifica Presenza.

Non c’è nulla di più caro dei racconti di cui ci fanno dono le persone con cui viviamo la nostra quotidianità. Ferzan Ozpetek e il produttore della Fandango, Domenico Procacci, sono rimasti affascinati dalla vicenda vissuta realmente da un loro amico e hanno deciso di trarne spunto per realizzare un film. In tanti pensano che si siano ispirati a The Artist o a Midnight in Paris, film che tra l’altro Ozpetek afferma di non aver ancora visto. In realtà si tratta semplicemente di una vita vissuta in solitudine all’interno di un appartamento dei primi del Novecento, che racchiude le speranze di un giovane siciliano, interpretato dal nuovo pupillo del regista, Elio Germano, la cui massima aspirazione è quella diventare un attore.

Magnifica Presenza, uscito nelle sale italiane il 16 Marzo 2012, racconta una forte “nostalgia del presente”: i protagonisti non fanno che provare a dare un senso alla vita che scorre, appoggiandosi ai cimeli e ai misteri del passato. 

Pietro (Elio Germano), catanese, vive insieme a sua cugina Maria (Paola Minaccioni) a Roma e, tra un cornetto sfornato e l’altro, partecipa a delle audizioni per ottenere qualche particina nelle pubblicità o in qualche film. Stufo della tormentata vita amorosa della cugina e desideroso di rivedere una sua vecchia fiamma, Paolo (Alessandro Roja), decide di andare alla ricerca di una casa tutta per sé. Ottiene una buona proposta immobiliare nel quartiere di Monteverde e, affascinato dall’atmosfera che regna in quell’appartamento d’epoca, decide di pagare l’anticipo nell’immediato e di trasferirsi. 

Comincia così la sua nuova vita: scopre di sentirsi a suo agio con il suo Io, prepara con cura dei piatti deliziosi e, dopo le pulizie, si dedica al suo album di figurine sugli eroi del Risorgimento. Tutto sembra armonico, si sente rinato, sino a quando si accorge di non essere l’unico inquilino della casa.

Infatti, una sera, dopo un importante provino (http://youtu.be/wWI4D-qNV7g), Pietro farnetica tra sé e sé; osserva la sua immagine riflessa nello specchio e si domanda se può essere stato convincente agli occhi del regista. Ad un tratto, però, si accorge che dietro di lui ci sono alcuni individui vestiti e truccati di nero che lo fissano.

Inizialmente, Pietro si lascia devastare dalla paura ma col tempo si abitua e anzi gode della loro presenza. Si presentano a lui come i membri della Compagnia Teatrale Apollonio, attiva durante tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale, di cui fanno parte Lea (Margherita Buy), Filippo (Beppe Fiorello), Beatrice (Vittoria Puccini), Yusuf (Cem Yılmaz), il piccolo Ivan (Matteo Savino), Elena (Claudia Potenza), Ambrogio (Ambrogio Maestri) e lo scrittore Luca (Andrea Veroli) da cui Pietro rimane affascinato. La sera hanno l’abitudine di occupare il salotto per fare le prove della rappresentazione che avrebbero poi dovuto mettere in scena a teatro.

Il giovane trova in loro degli amici, dei confidenti che comprendono nell’immediato che Pietro è un ragazzo timido, un po’ imbranato, che ha bisogno di consigli utili per affrontare con più decisione il mondo della recitazione. Questi coinquilini inoltre gli daranno, giorno per giorno, degli indizi per scoprire il grande segreto che si cela in quella casa, e che consentirà loro di ritrovare la pace. 

Curiosità: In questa pellicola ci sono tanti riferimenti al cinema e al teatro;  tra i più evidenti, la battuta <<Ho sempre potuto contare sulla gentilezza degli estranei>> che omaggia Un Tram chiamato Desiderio, film del 1951 e diretto da Elia Kazan, e il rimando a Sei personaggi in cerca d’autore, dramma di Luigi Pirandello

Consiglio agli amanti del cinema e del teatro di vedere il film al più presto. Si tratta di un progetto che in apparenza può sembrare diverso da quelli che Ozpetek ha messo in atto dall’inizio della sua carriera, ma si tratta di un indicatore di vitale importanza che evidenzia il periodo di decadenza che le arti, sopratutto in Italia, stanno vivendo. Basti pensare al Teatro Valle, utilizzato per alcune scene del film, uno dei più antichi stabili della capitale ancora in attività, che dal giugno del 2011 è occupato da tecnici e attori per lottare contro i tagli alla cultura. 

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