Settimana a tema: Zombie. Benvenuti a Zombieland

Un giovane nerd romantico ma coraggioso, un uomo macho vestito da cowboy, e due sorelle che per vivere spillano, attraverso dei trucchetti, dei soldi ai benzinai hanno una cosa in comune: sono i protagonisti di un’accattivante commedia a sfondo horror che cercano, in tutti i modi possibili, di attirare e uccidere zombie per evitare il contagio. Quest’ultimo pare abbia avuto origine a causa di hamburger di bovino contaminati che hanno colpito prima i loro fan più accaniti, i grassocci amanti dei fast-food, e poi la restante popolazione americana.

Benvenuti a Zombieland – noto negli USA soltanto come Zombieland – è il primo lungometraggio diretto da Ruben Fleischer nel 2009 che ha portato il regista alla notorietà (molto più di quanto lo abbiano fatto video musicali o pubblicità girate in precedenza). Forse questa è stata la giusta spinta per far sì che mettesse in evidenza le sue brillanti capacità ed acquistasse la simpatia di un’ampia fetta di pubblico, compresi quegli spettatori che solitamente non simpatizzano tantissimo per gli horror o per i film demenziali.

In ben un’ora e mezza di film, grazie alle sceneggiatura scritta a quattro mani da Rhett Reese e Paul Wernick, non faremo che incitare i personaggi a correre più velocemente per scampare a quelle affamate creature cannibalesche e sorridere dinnanzi alle bizzarre ma geniali regole per sopravvivere a Zombieland pronunciate, per tutto il corso del film, dall’attore che poi sarebbe diventato Mark Zuckerberg in The Social Network, Jesse Eisenberg.

Possiamo notare da subito che i personaggi non pronunceranno mai il proprio nome ma utilizzeranno, per indicare loro stessi, il nome della città da cui provengono e che stanno cercando di raggiungere.

Columbus (Jesse Eisenberg), studente del College di Austin (Texas), dopo essersi rintanato a casa da settimane perché intenzionato a terminare Warcraft, si dirige verso il suo paese natale (nell’Ohio) nel quale spera di ritrovare i suoi genitori ancora vivi. Durante il tragitto incrocia Tallahassee (Woody Harrelson), uomo che a detta sua “sembrava nato per rompere il culo agli zombie” ma soffriva per la scomparsa del suo cucciolo e nascondeva in sé una debolezza: la sua dipendenza dai Twinkie, delle merendine gustose alla crema. Dovendosi dirigere entrambi verso est, decidono di compiere il viaggio in auto insieme.

Durante una delle incursioni nei supermercati abbandonati alla ricerca dei fantomatici Twinkie, i due uomini incontrano Wichita (Emma Stone) e la sua sorella dodicenne Little Rock (Abigail Breslin). Dopo alcune prove di fiducia reciproca, i quattro protagonisti poi decidono di proseguire il viaggio insieme sino al parco di divertimenti di Los Angeles, il Pacific Playland, che a detta delle due ragazze è una delle poche zone che ancora non sono state contaminate dagli zombie.

Non andrò troppo a fondo con la trama, perché rischierei di rivelarvi dei particolari succulenti. Ma potrei aggiungere un dettaglio che i fan dei Ghostbusters conoscono: l’incontro del quartetto con una guest-star che intepreta sé stessa, Bill Murray, di cui Tallahassee è un grande fan. 

Curiosità: A condire l’azione dei personaggi, possiamo riscontrare la presenza di altri elementi piuttosto evidenti: in primo luogo, un’ottima colonna sonora composta da canzoni attuali e da classici del rock quali Don’t fear the reaper dei Blue Oyster Cult, Your Touch dei Black Keys e Salute your Solution dei Racounters (giusto per menzionarne alcune); in secondo luogo, da non dimenticare, le scritte tridimensionali che riassumono le regole adoperate ogni volta dai protagonisti e seguono i loro stessi movimenti, come i comandi di un videogioco. 

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2 commenti su “Settimana a tema: Zombie. Benvenuti a Zombieland

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