Al cinema: War Horse.

War Horse è stato prima un romanzo per bambini del 1982 di Michael Morpurgo, poi riadattato a spettacolo teatrale da Nick Stafford, finché Steven Spielberg non ne ha fatto un epic movie holliwoodiano.
La storia probabilmente vi farà piangere sia di gioia che di tristezza. Ritrae due parti ben distinte dell’uomo – la follia e la cattiveria scaturite dalla guerra – ed i valori della lealtà e dell’amore in tutte le sue forme, sia quello di un genitore per i propri figli che dell’amicizia. Joey, il “Cavallo da guerra”, ci dimostra quanto gli animali siano meravigliosi ed assolutamente non privi di anima, come molti, ahimè, credono ancora. Il tutto, è sapientemente condito con le ambientazioni meravigliose delle campagne Inglesi e Francesi, e le musiche spettacolari di John Williams.

Il protagonista della storia è Joey, un puledro dall’energia senza pari, e l’unico aggettivo con cui lo si può descrivere è: miracoloso.  Fin da appena nato il puledro attira l’attenzione del giovane Albert Narracott (Jeremy Irvine), figlio di uno dei tanti contadini del Devon. Il destino vuole che suo padre, Ted Narracott (Peter Mullan), abbia bisogno di un cavallo da traino, una bestia forte che sia capace di trascinare l’aratro. Per una velata sfida con il suo padrone Lyons (David Thewlis), il contadino spende tutti i suoi risparmi per comprare proprio Joey, il quale non ha nessuno dei requisiti adatti. Quando Ted arriva a casa, sua moglie Rose (Emily Watson) gli ordina di riportare indietro il puledro e farsi rendere i soldi. Inutile dire che Albert, non appena vede il giovane cavallo impedisce al padre di sbarazzarsene e promette di addestrarlo fino a fargli tirare l’aratro.


Joey è un puledro straordinario, impara tutto molto in fretta e lui ed il padroncino stringono una meravigliosa amicizia che non si corroderà mai. Neanche quando Ted, rimasto completamente senza soldi e con il fiato di Lyons sul collo – il padrone di casa vuole i soldi dell’affitto, ed aver perso la sfida con un contadino lo rende ancora più meschino – decide di vendere il cavallo ad un capitano dell’esercito. La Grande Guerra è alle porte, ed ogni membro della fanteria britannica si trova costretto a procurarsi un cavallo, ed il capitano Nicholls (Tom Hiddleston, diventato famoso per il suo ruolo di Loki nel film della Marvel “Thor”) sceglie proprio Joey. Albert viene a sapere all’ultimo momento di quello che sta facendo il padre e, corso in paese, cerca di distogliere il militare dalla sua decisione. Nicholls non può far niente, non può rinunciare al cavallo e l’unico modo di tranquillizzare il ragazzo è promettergli che glielo riporterà non appena la guerra sarà terminata.
Ovviamente il capitano muore in battaglia e Joey viene catturato dai nemici, per poi passare di fronte in fronte e da padrone a padrone. Il suo padroncino Albert, dopo qualche anno, riesce ad arruolarsi in guerra per ritrovarlo.
Joey ed Albert conosceranno gli orrori della Prima Guerra Mondiale – narrata durante le varie esperienze dei due – ma entrambi si faranno onore per la loro determinazione ed il loro coraggio.

Guardando il film si potrebbe pensare che l’accento sia posto più sulla carneficina bellica, ma in realtà è solo uno sfondo. Il punto è ben diverso: si vuole mostrare un’amicizia che, nonostante le circostanze drammatiche, riesce a vincere qualsiasi cosa. Joey lascia qualcosa nelle vite di tutti gli uomini che ha incontrato, ricordandogli appunto di essere umani. Nonostante il ritratto della paura negli occhi dei soldati che devono affrontare pallottole, bombe e combattimenti di ogni genere, la pietà, il coraggio e la generosità la troviamo applicata in tutto e per tutto da Joey.
Per molti potrà essere controverso il fatto che ci si soffermi parecchio, con questo film, a parlare di tutte le bestie innocenti che sono morte a causa della guerra, quando milioni di uomini sono morti per lo stesso motivo. Il punto però è solo uno, ed è sempre lo stesso: non bisogna far del male a nessun essere vivente, sia esso umano o animale. Quindi è giusto che ogni tanto qualcuno si prenda la briga di parlare anche degli animali, visto che sono sempre e comunque vittime innocenti della follia umana.

Il cast è pieno di bravissimi attori britannici, tra cui anche Benedict Cumberbatch (famoso per la serie british Sherlock, in onda sul canale BBC one) nei panni del maggiore Jamie Stewart, eppure – senza nulla togliere alle impeccabili performance degli attori – quelli che spiccano di più sono proprio i cavalli. Bestie che imparano ad eseguire comandi di ogni genere, dal saltare al fingersi morti o feriti, grazie alla sapienza dei loro addestratori che gli impartiscono ordini anche da grandissime distanze. Inutile aggiungere che, probabilmente, della giovane promessa Jeremy Irvine, sentiremo ancora parlare.

Annunci

Un commento su “Al cinema: War Horse.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...