Al cinema. Sherlock Holmes: Gioco di Ombre.

Sherlock Holmes è tornato.
E Guy Ritchie ci è riuscito: ha fatto un secondo film migliore del primo. Pochi sequel possono vantare questa caratteristica. Certo, non è comunque un film perfetto, ma andiamo con ordine. 

 I personaggi del primo film ci sono tutti –a parte ovviamente il “cattivo” di turno, sconfitto nel primo capitolo. Robert Downey –non più Jr. -, in una splendida forma e quasi ringiovanito (sarà mica il taglio di  capelli?), interpreta Sherlock Holmes che, ovviamente, non può che portarsi dietro il suo fedele compagno di avventure, il dottor John Watson,  ovvero Jude Law.  Ritroviamo pure Rachel McAdams nei panni dell’eterno interesse amoroso, se così si può chiamare, di Sherlock, Irene Adler. Questo è stato il trio principale del primo film,  ma stavolta Sherlock si ritrova circondato da nuovi pericoli e scopriamo che è riuscito, con i suoi soliti ragionamenti infallibili, a venire a capo del suo più grande dilemma: chi è il professor Moriarty e quali sono i suoi piani? E finalmente conosciamo il suo più acerrimo nemico, che Jared Harris rende una credibile minaccia, non solo per il nostro “consulente investigativo”, ma che, scopriremo, avrà a che fare con un quadro più grande.

(Noomi Rapace, Robert Downey Jr. e Jude Law)

Sherlock, però, non si ritrova a combatterlo da solo con il suo fidato amico. Oltre a Watson, veniamo a conoscenza di un altro personaggio del famoso mondo creato da Conan Doyle: Mycroft Holmes (Stephen Fry), fratello del detective. Cercherà di aiutarlo con i suoi mezzi e… inutile dirlo, devono avere dei gravi problemi di eccentricità in famiglia, questi due.  Immischiata nella vicenda si ritrova pure Madame Simza Heron (Noomi Rapace), una zingara francese che predice il futuro. Male, evidentemente, perché possiamo star certi che non si aspettasse tutto quello che è successo dopo essere venuta a conoscenza di Holmes.
Come al solito lo Sherlock Holmes raccontato da Guy Ritchie è manesco, atletico, drogato, riflessivo, ma più di tutto possessivo fino all’ossessione nei confronti dell’amico ed ex-coinquilino, Watson. Il film comincia infatti con l’intenzione del dottore di avere una bella nottata di addio al celibato con l’amico (so cosa state pensando e… no! Non erano soli!), sposarsi il giorno dopo e passare una tranquilla luna di miele in quel di Brighton con la moglie Mary (Kelly Reilly). Ma mi dispiace, Watson… Chiedi troppo.  Watson riuscirà, sì, a sposarsi finalmente, ma i loro guai cominceranno fin dalla notte prima del matrimonio e… sì, Brighton rimarrà solo un desiderio, perché Moriarty avrà la precedenza e metterà i bastoni tra le ruote di tutti, portando i nostri beniamini a lasciare per una volta Londra e a viaggiare prima verso la Francia, poi in Germania e in Svizzera.

Tralasciando i due omaccioni protagonisti e il loro nemico per un momento, è stato piacevole vedere Stephen Fry nei panni di Mycroft, elegante e distinto nella sua stravaganza. Per chi non conoscesse quest’attore, vi basti sapere che è uno dei comici più famosi e stimati nel Regno Unito assieme a Hugh Laurie, per un “piccolo” spettacolo chiamato A Bit of Fry and Laurie, e non delude mai. E così è stato. (Enjoy.)
Un’altra sorpresa di cui credo sentiremo parlare ancora, è stata Noomi Rapace, che reduce dal successo di Uomini Che Odiano Le Donne, si è aggiudicata il ruolo di Sim, rendendolo misterioso e zingaresco al punto giusto. Una donna con le palle, insomma. Anche se, sinceramente, mi aspettavo un qualcosa di più dal suo personaggio.

Robert Downey (Jr.) dimostra sempre di essere un grande attore e uno dei più grandi nella scena di Hollywood, perché ogni personaggio che interpreta è sempre ben studiato, centrato e non sbaglia un colpo. Jude Law è un’eccellente spalla e, detesto ammetterlo perché io e il signor Law abbiamo dei precedenti, ma in questo secondo film, l’ho apprezzato veramente tanto. E le scene tra lui e Downey sono perfette con i giusti tempi comici e non solo. Anche nelle scene drammatiche dimostrano di avere la giusta alchimia e sintonia, che solo un grande rapporto, anche al di fuori delle camere del set, può concedere.

(Robert Downey Jr. e Jude Law)

Veniamo ai punti critici.
Guy Ritchie ha un suo stile. In Sherlock Holmes (entrambi i film) si può notare. Ma ricordiamoci sempre che quest’uomo prima di questa saga, era pur sempre famoso per esser stato PRIMA il marito di Madonna e POI un regista. Sherlock Holmes ha fatto la sua fortuna. Ma qualche errore lo fa… Sono belle le scene in movimento, i combattimenti e la fotografia del film, di cui in questo secondo episodio ho gradito la chiarezza. Intendo proprio la chiarezza delle immagini. Mentre il primo film ritraeva Londra in un’atmosfera cupa e ad effetto seppia, probabilmente. Stavolta vediamo una Londra più colorata e in generale tutto il film è più illuminato e più chiaro. Ma questa è anche una questione di gusti. E’ comunque un punto a favore del film.
Sono, invece, dei punti a sfavore, l’abuso del rallenty e lo stupro degli effetti speciali. Seriamente Guy… che problemi hai con i rallenty da mezz’ora e i particolari di cortecce e alberi che esplodono? Abbiamo capito che le scene ad effetto ti piacciono, però ora non esageriamo. Non solo rallentano il film, ma vedere la faccia di Robert o Jude deformarsi al rallentatore mentre corrono, non è una bella cosa.
Ho trovato comunque meno punti lenti del primo.

Questo che scriverò ora, può essere visto come punto critico o no, però bisogna nominarlo, perché è impossibile non notarlo:

ETEROSESSUALITA’, questa sconosciuta.

Questa è l’era del sottotesto OMOEROTICO.
Bastano i primi cinque minuti di film per vederlo sprizzare dalla camminata di Robert Downey (Jr.) che va a braccetto con Rachel McAdams. Seriamente, Robert. Potresti partecipare ad America’s Next Top Model come sostituto di Miss J. Specialmente vestito da donna.

Per chi vorrebbe vedere un po’ più di questo (come me. Sigh.):

O di questo:

(No, seriamente però… chi vorrebbe vedere più scene tra questi due? Che palle. Ugh.)

Statene certi. Il nostro caro Guy, fa di tutto per illuderci e darci soprattutto e solo

QUESTO:

QUESTO:
 E QUESTO:

Con tanti cari riferimenti simpatici e carini al fatto che Holmes e Watson SONO AMBIGUI. Più Holmes in realtà. Ma anche se non siete delle “shippatrici slash”, apprezzerete comunque i siparietti comici e le risate sono assicurate.

Altro punto critico che può essere visto come una questione di gusti: IL DOPPIAGGIO.
Io ho un problema: Luca Ward.
Luca Ward è il mio problema. Per essere più specifica, Luca Ward su Robert Downey (Jr.).
Smettila di doppiare Robert Downey (Jr.), Luca Ward! Ti prego.
Okay, si sa che la versione originale di un film è sempre migliore della versione doppiata. E non c’è dubbio su questo, vedere Robert Downey (Jr. –Sì, continuo! Perché ci sono affezionata e quest’uomo ha pur sempre un padre che lo ha creato con lo stesso identico nome, anche se lui dice che non ne ha più bisogno ed è diventato grande abbastanza.) recitare è sempre un piacere. Ma Luca Ward… no. Troppo freddo, troppo sicuro di sé, troppo… troppo. Insomma, Luca Ward (e continuerò a scrivere il suo nome per intero come una piaga) è un bravo doppiatore… Ma ha due tipi di doppiaggio: uno serio alla Massimo Decimo Meridio, che tende all’epicità, ed uno (perdonate il termine) cazzone che lui rende personale, facendo il simpatico. Il punto è che i suoi doppiaggi sono TUTTI. UGUALI.  E soprattutto… non è simpatico.
Ma l’importante è questo: un film non è un vero film, se non c’è un Pino Insegno infilato da qualche parte. Pino… grazie per la tua presenza come Moriarty. Ti vogliamo bene.

Menzione d’onore: LA COLONNA SONORA. Sherlock Holmes, sia il primo che Gioco di Ombre, può vantare una delle più belle colonne sonore di sempre, composte da Hans Zimmer.
Ma se siete affezionati al primo film, non preoccupatevi, Discombobulate è sempre lì per voi, anche quest’anno.

Credo di poterla finire qui, consigliandovi di andare a vedere questo film al cinema. E se non avete visto il primo, guardatevelo! 

Sellate i vostri… ronzini e preparatevi all’avventura!

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Un commento su “Al cinema. Sherlock Holmes: Gioco di Ombre.

  1. Spero di andare a vederlo presto!
    Sinceramente qualche dubbio sulla riuscita del sequel c’è, ma con questa recensione così entusiasta mi sento più tranquilla. Potrei commuovermi per il solo fatto che è più chiaro! xD

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